Scegliere un architetto è una delle decisioni più importanti del vostro progetto. Forse la più importante.
Cosa succede quando un disegno si scontra con la realtà della terra e del cemento? Molti pensano che il lavoro dell’architetto finisca con la consegna dei piani cartacei. Per noi di FM Architettura, invece, è esattamente il contrario: il vero progetto prende vita sul campo.
La direzione lavori e la presenza costante in cantiere sono il cuore del nostro metodo, l’unico modo per garantire che quello che avete immaginato venga realizzato senza sorprese, ritardi o extracosti.
Per farvi capire cosa significa davvero gestire un cantiere reale in Ticino , abbiamo fatto quattro chiacchiere con Luca Flaccadori, co-fondatore dello studio FM Architettura.
In questa intervista senza filtri, Luca ci racconta perché un centimetro d’errore può compromettere un’intera opera, l’importanza di capire la manualità dei materiali e come si sopravvive alla canicola estiva tra i ponteggi.
1. Un momento recente in cui la presenza in cantiere ha fatto la differenza?
Di recente, nel cantiere di Montagnola, era stato commesso un errore nella quota di impostazione: era stato fissato un livello errato rispetto allo zero di riferimento.
Un errore che, se non intercettato in tempo, si ripercuote su tutto il resto dell’esecuzione. È lì che capisci perché il controllo serve a ogni livello, anche sulle figure tecniche specializzate, non solo sulla manodopera. Stare in cantiere significa accorgersene prima che diventi un problema.
2. Cosa ti dà la direzione lavori come architetto?
La messa in opera dei materiali e l’esecuzione corretta dei dettagli. Se non sai come si posa un materiale, come si realizza concretamente un dettaglio, non riesci nemmeno a progettarlo in modo giusto.
Sembra un paradosso, perché la progettazione viene prima del cantiere, eppure senza la manualità del cantiere non hai la progettazione corretta. È il cantiere che ti restituisce il senso della funzionalità e della messa in opera, e quel sapere torna dritto dentro al progetto.
3. Perché seguire personalmente ogni cantiere?
Questa risposta si è intrecciata naturalmente con la precedente, ed è il cuore del discorso: chi progetta senza sporcarsi le mani perde il contatto con ciò che davvero si può costruire.
Seguire di persona non è un di più, è la condizione perché il progetto regga nella realtà.
4. Come ci si difende dal caldo in cantiere?
Il segreto è non starci otto ore di fila. Un sopralluogo di un’oretta lo sopravvivi tranquillamente, basta evitare le ore di mezzogiorno, restare idratati e proteggersi.
Per gli operai il discorso è diverso: quando c’è canicola hanno orari predisposti, per fortuna. E poi acqua, sempre. Acqua ed elettroliti.
5. Riti o manie prima di un cantiere?
Luca dice di non averne. Carlos forse sì, ma lo scopriremo direttamente con lui la prossima volta!

Iniziamo da un colloquio senza impegno
Se state pensando a un progetto in Canton Ticino, fissiamo un primo incontro. Vi raccontiamo come lavoriamo, vi mostriamo i nostri cantieri, rispondiamo alle vostre domande, anche a queste sette.
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